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“Come ci si sente a crescere un bambino bianco mentre del tuo se ne occupa qualcun altro?”

See on Scoop.itTHE ONE DROP RULE – LA REGOLA DELLA GOCCIA UNICA

La storia di “The Help” è ambientata negli Stati Uniti nel 1960 e affronta due temi molto forti, la discriminazione razziale e l’emancipazione femminile, rispetto ai ruoli tradizionali di moglie e madre.

 

La protagonista del romanzo The Help, Eugenia Phelan, detta Skeeter (zanzara), terminata l’università, ritorna a Jackson, dove i genitori possiedono una piantagione di cotone.

Miss Skeeter è stata cresciuta da una balia di colore, Constantine, la vera figura materna della sua infanzia e adolescenza, la sola in grado di capirla, di confortarla. Molti bambini bianchi delle famiglie facoltose di Jackson crescono accuditi da una domestica di colore.

 

Le madri sono più impegnate a coltivare le relazioni sociali, tra partite di bridge e ipocrite associazioni di beneficienza. Poi i bambini crescono e finiscono per dimenticare il sapore delle carezze delle donne di colore, e magari sposano le idee razziste delle loro madri. Skeeter invece non ha mai dimenticato Constantine, e quando nessuno vuole spiegarle perché la sua adorata balia ha lasciato la piantagione, non riesce a darsi pace. Skeeter sogna di fare la scrittrice. Inizia a farsi le ossa con la rubrica di economia domestica del giornale locale.

 

Chiede consulenza ad Aibileen, l’aiuto della sua amica Elizabeth. L’incontro con Aibileen le darà il coraggio di raccontare qualcosa che nessuno ha mai raccontato. Il punto di vista delle domestiche di colore, cosa provano, cosa subiscono, quali emozioni, sofferenze, umiliazioni, il razzismo delle signore di Jackson. Alla testimonianza di Aibileen, si unisce quella di Minny e quella di altre donne di servizio. Rischiano grosso.

Nonostante i personaggi creati da Kathryn Stockett siano pieni di ironia, è sempre presente, in ogni pagina, la reale consistenza e pericolosità del fenomeno razzista. Sono donne coraggiose, piene di dignità, con tragedie nel cuore. Ma cercano di darsi conforto e trovano sempre un motivo per sorridere. Le testimonianze diverranno un libro, una bomba nel compassato tessuto sociale di Jackson.

 

Bene. Storia commovente, direi. Toccante. Manca però di pathos. Non c’è passione, sentimento, trasporto nella descrizione di ogni singolo avvenimento, né nella descrizione dei singoli personaggi. Esiste solo una mera trasposizione dei fatti. Skeeter (chissà poi perché questo sopra nome: zanzara) decide di scrivere un libro con il fine, ufficiale, di dar voce a quelle brutali ingiustizie della vita delle domestiche di colore. In realtà segue il consiglio dell’editrice su cosa fare per diventare una grande giornalista. Cosa fa in realtà per sostenere ed aiutare queste donne? L’argomento scotta e vale la pena di scriverlo.

 

E dov’è finito l’ideale di giustizia, uguaglianza, di combattimento per i valori e la dignità del singolo? Lo stile poi: molto anacronistico e pedante. Freddo e distaccato nel descrivere la terra in cui si svolgono i fatti….. una nuda e cruda cronaca delle vicende di città…. Evidentemente l’idea è quello di usare un tema così impegnativo per fare centro. Ci sono idee e comportamenti sbagliati difficili da sradicare. Anche in chi scrive.

 

Di sicuro non manca l’ironia: il senso di quelle due fette di torta assaporate con tanto gusto da una delle protagoniste bianche (Hilly). Una torta fatta da Minnie con gli ingredienti che ben si prestano a qualsiasi “vendetta”. E che forniscono una assicurazione a qualsiasi ribellione. Un sottile filo lega la provocazione dell’una (la casalinga bianca) all’altra (la domestica nera).

 

 

 

Aibileen: Non ho rubato le posate.

– Hilly: Forse non posso mandarti in galera per quello che hai scritto, ma ti ci posso mandare perché sei una ladra!
– Aibileen: Io so una cosa di lei, non lo dimentichi! E si dice che c’è tanto tempo in prigione per scrivere, sufficiente per dire la verità su di lei! Senza pagare la carta!

– Hilly: Nessuno crederà a quello che scriverai!

– Aibileen: Non lo so, ma mi hanno detto che sono piuttosto brava e ho già venduto parecchi libri…

– Hilly: Chiama la polizia, Elizabeth!

– Aibileen: Lei inganna e ricatta per ottenere quello che vuole.

– Elizabeth: Aibileen, smettila!

– Aibileen: Lei è una persona malvagia! Non è stanca di sé!? Non è stanca!?

– Elizabeth: Aibileen, devi andartene ora.

 

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