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12 modi di essere te stessa in un mondo che cerca di omologarti. La mia personale ode alle donne definite "troppo".

Vi hanno mai detto di essere un ippopotamo in un negozio di porcellane? Ecco … è una delle cose che mi hanno sempre ripetuto sin dai tempi del liceo (e non è che la musica sia finita … magari cambia l’animale, ma il concetto è sempre quello!). Ero (lo sono tutt’ora neh?) troppo ambiziosa, troppo motivata, troppo supponente, troppo rumorosa, troppo diretta, troppo sexy, troppo pazza, troppo prepotente, troppo schizzinosa, troppo emotiva, troppo lunatica, troppo divertente … troppo di troppo, per essere “un’esotica” (chissà, in realtà, come dovrebbe essere “un’esotica”? Remissiva? Yes woman? Cosa di preciso????).

Ai maschi non piacevo perché ritenevano fossi più forte di loro. Le femmine, invece, erano intimidite da me. Penso che, segretamente (nemmeno tanto segretamente visto che qualcuno lo ha pure esternato esplicitamente!), pensassero che una ragazzina “esotica” non potesse avere una personalità così forte e che dovesse stare sempre un gradino più in basso di tutte le altre.


 

Io, invece, ero convinta che fosse giunto il momento di eliminare quella brutta metafora dell’ippopotamo perché non avevo ancora mostrato al mondo di che pasta ero fatta. Era necessario tirare fuori tutto ciò che rendeva il mio “Io” forte, determinato, imperfetto, diretto, divertente, sfacciato, esilarante ed a volte, forse, davvero intimidatorio. Sapevo benissimo di non aver bisogno dell’approvazione di nessun altro se non di me stessa. Sapevo che non potevo continuare a permettere a piccoli uomini e donne (che nemmeno riuscivano a vedermi) di etichettarmi “troppo” per tutta vita.

 

 

Cominciai a rendermi conto di essere circondata da persone che mi sminuivano solo per sentirsi più sicuri di sé stessi. Era il momento di smettere di prendersi cura delle persone che non potevano (o non sapevano?) gestirmi e che, anzi, facevano leva sulla mia eccessiva disponibilità, per perseguire i propri interessi.

Le mie idee, le mie visioni, la mia leadership, la mia presenza dovevano essere incanalate nel sentiero giusto e dovevo farlo senza il bisogno (assurdo!!!) di chiedere scusa per tutto il tempo. Scusa per essere una donna “esoticamente” bi-culturale e pure un tantino intelligente. Scusa per aver avuto la fortuna di aver una vita immensa e ricca di esperienze. Scusa per sapermela cavare sempre e comunque, anche in situazioni disperate. Era giunto il momento di capire che non c’era alcun motivo per scusarsi del fatto di essere una donna forte.

E per fare questo ho dovuto iniziare a definire me stessa. Accettarmi per come ero, darmi la possibilità di conoscere chi si trincerava dietro alla mia presenza, e ripetermi ad infinitum il pensiero di Bernard Baruch, “Sii ciò che sei e dì ciò che senti, perchè quelli a cui importa non contano e a quelli che contano non importa.”

Il passo successivo era quello di evitare di confrontarmi, in modo soggiogante e superficiale, con gli altri. Quando ti confronti con gli altri, dai alla loro immaginazione troppo potere e di conseguenza riduci la tua autostima. Avevo il mio mantra: “Perché essere una copia mediocre di qualcun altro quando puoi essere la brillante stella nel film della tua vita?” Era il momento di concentrarmi sui miei punti forza, sviluppando la persona speciale che sentivo di essere. E qui mi confortava la potente frase del mio vecchio che amava dirmi : “Sii un personaggio, mai uno stereotipo.”

Uno stereotipo. Quello che ho sempre cercato di combattere e che fa di tutte le donne risolute, inequivocabili e dirette, donne complesse, ma non omologabili.

 

La femminilità sei tu. La femminilità è tutto ciò che è dentro di te.

Sappiate, quindi, che  la “donna troppo” è una donna forte che ha raggiunto la vera consapevolezza di sé  e potrete riconoscerla quando:

 

  • Combatte e si difende da sola. – E’ una donna combattiva, ma non è desiderosa di fare guerra. E’, tuttavia, protettiva verso sé stessa e le persone che ama. Non è una preda facile e non tollera di essere maltrattata, calpestata o manipolata da qualcun altro. Se provocata, reagisce mettendo le persone al loro posto. Ciò non significa essere piena di sé stessa; significa solo che ha un acuto senso di giustizia ed equità.

  • Investe su se stessa. E’ sempre curiosa. E’ una lettrice vorace. Le piace essere aggiornata su ciò che sta accadendo nel mondo, approfondire la propria esperienza e prende molto seriamente il proprio apprendimento.

  • Si pone dei confini. Dice di sì alle opportunità che la rafforzano e no a quelle che la sminuiscono.

 

  • Celebra le altre donne. Con convinzione e decisone. Senza malignità né invidia, ma con spirito (sanamente) critico e coinvolgente, Chiede perchè ha dubbi, mai per sminuire. Fa il tifo per le altre perchè ci crede fermamente e non per circostanza.

 

  • Conosce il suo valore. Anche se non sempre si sente bella, intelligente, affascinante, interessante o addirittura forte, sa che ha sempre un valore. Quando qualcuno cerca di svalutarla, glielo farà notare o se ne andrà alla prima occasione.

 

  • Non si affida alle opinioni degli altri riguardo alla propria vita. Potrà sicuramente interiorizzare la negatività, ma non permetterà mai alle osservazioni degli altri di impedire ciò che è giusto per lei. Sa che la negatività dice più della persona che la esprime, che di lei.

 

  • E’ fiduciosa. Le donne più forti hanno un senso ben definito di identità e le loro azioni sono in linea con la loro morale e le loro credenze. Non hanno bisogno di conquistare gli altri. Rimangono fedeli alle proprie convinzioni.

 

  • E’ onesta e diretta. Non capisce perché gli altri abbiano così tanta paura di dire ciò che pensano. Lei è sempre onesta e franca nelle sue opinioni.

 

  • Corre sempre dei rischi. Le corre sempre in modo intelligente e si fa guidare dall’intuito. E quando fallisce, non si piange addosso, impara dai propri errori ed affronta responsabilmente tutte le conseguenze, per poi buttarsi, con immensa fiducia, in un altro rischio.

  • E’ emotivamente intelligente.  Difficilmente perde la calma (e comunque non lo dà a vedere)  e non si fa mai coinvolgere in combattimenti meschini. Ha anche lei delle vere emozioni, ma è in grado di gestirli in modo più efficace di altri.

  • Si esprime sempre con le proprie azioni, non ha bisogno di gridare i suoi successi al mondo, anzi, lascia che  parlino per lei. Quando dice che ha intenzione di fare qualcosa, lo fa. Niente scuse. Meglio ancora, lo fa senza dire nulla. E’ una grande lavoratrice. Concentra la sua energia su cose produttive e, preferisce usare il suo tempo per finire le cose, piuttosto che per dire che le finirà.

  • E’ perfezionista, verso sé stessa e verso altri. Ma mai maniacale. Il suo tempo é prezioso. Sempre. E se te lo dedica é perché ha deciso che ne vale la pena!


 

La “donna troppo” non è prepotente perché pensa molto a sé stessa. È sbagliato pensare questo. Si aspetta sempre il meglio dalle persone perché dà il meglio di sé. E’ convinta che l’eccellenza dovrebbe essere in tutto ciò che si fa. E non capisce, né tollera le persone che si accontentano di molto meno di quello che possono fare. A volte, è, dura, ma la sua forza deriva da una profonda comprensione di sé stessa. E’ il tipo di donna  più autocosciente che ci sia là fuori.

Contrariamente a quanto pensano tutti, la “donna troppo” non è invincibile alle emozioni umane come il dolore, la frustrazione ed il fallimento. In verità, anche la “donna troppo” è una persona emotiva e sensibile. Solo che è emotivamente resistente.

E’ forte perché conosce profondamente sé stessa: i suoi punti di forza, quelli di debolezza ed i suoi limiti.

E nonostante tutte le sue presunte carenze, si ama e si accetta completamente.


 

La “donna troppo” ha una mentalità così forte che quasi nulla può frapporsi tra lei ed i suoi obiettivi. Decide, semplicemente, di essere forte. Decide di impegnarsi con sé stessa. Decide di non permettere a nessuno di spezzarla. E’ in grado di entrare in una stanza piena di gente, a testa alta, senza complessi, con grazia e stile. E ciò non si tratta di essere arrogante, scortese o esigente. Piuttosto, si tratta più di mantenere un impegno personale per gestire sé stesse in situazioni difficili.


 

Io sono molto orgogliosa di essere una donna bi-culturale e  “troppo”. Sono molto orgogliosa di essere forte. Spero che lo sia anche tu. In qualunque veste tu ti sia messa….

 

@Wizzy,  Afro Bodhisattva, Businesswoman, Physical Anthropologist, Freelance researcher of African Studies, culture, tradition and heritage, CEO Dolomite Aggregates LTD and Founder MBA Métissage Boss Academy, @metissagesanguemisto

 

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